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GioachinoRossini

 

“Gioachino Rossini” nasce a Pesaro il 29 febbraio 1792. Figlio d’arte, inizia a studiare musica e canto nel periodo in cui si trova ad abitare a Bologna (il padre, per le sue idee politiche appoggianti quelle della Rivoluzione francese, spesso era costretto a trasferirsi in diverse città).
 

Da adolescente si iscrive al Liceo Musicale di Bologna, appassionandosi sin da subito delle composizioni di Mozart, Haydn e Cimarosa ed è in questo periodo che scrive la sua primissima opera, Demetrio e Polibio (1806), rappresentate solo nel 1812. Comunque sia, già da giovanissimo inizia ad avere un buon successo con le sue composizioni anche se deve fare i conti anche con momenti di amarezza e di indifferenza, come nel caso della prima de Il Barbiere di Siviglia (1816) al Teatro Argentina di Roma, nonostante qualche girono dopo viene ampiamente apprezzata dal pubblico romano.

 

Dal 1825 farà rappresentare le sue opere a Parigi, accolte tutte sempre in modo trionfale e dopo la scrittura definitiva dello Stabat Mater, intorno al 1841, decide di ritirarsi dalle scene teatrali continuando a comporre (poco) solo per se stesso e per pochi amici, forse per una divergenza di idee tra il suo modo di scrivere la musica e l’estetica romantica caratteristica di quel periodo. Quando nel 1860 le Marche vengono occupate dall’esercito sabaudo, Rossini decide di trasferirsi definitivamente a Parigi, dove muore il 13 novembre 1868.


 In sintesi la carriera artistica di Gioachino Rossini:
 

  • 1806: si iscrive al Liceo Musicale di Bologna.
  • 1810: è l’anno del suo debutto ufficiale al Teatro S. Moisè di Venezia con La cambiale di matrimonio.
  • 1812: viene rappresentata la sua prima opera scritta in vita sua, Demetrio e Polibio.
  • 1810-1823: tra le principali rappresentazioni svoltesi in Italia abbiamo come opere L’inganno felice (1813), L’occasione fa il ladro (1812), Tancredi (1813), L’italiana in Algeri (1813), Sigismondo (1814), Il Barbiere di Siviglia (1816), La gazza ladra (1817), Mosè in Egitto (1818), La donna del lago (1819) e Semiarmide (1823); come cantate abbiamo L’aurora (1815), Le nozze di Teti e di Peleo (1816) e La riconoscente (1821); come composizioni di musica sacra il Quiniam (1813) e il Miserere.
  • 1825-1841: è il periodo delle opere rappresentate in Francia, tra cui per le opere Ivanhoè (1826), Guglielmo Tell (1829); per le cantate Giovanna d’Arco (1832); tra le opere di musica sacra lo Stabat Mater (finito tra il 1839 e 1842).
  • 1842-1868: in questo lasso di tempo (che arriva fino alla sua morte), compone soprattutto per se stesso e per pochi amici alcune opere addirittura non vengono mai eseguite per sua espressa volontà; tra queste ultime composizioni abbiamo la Petite messe solennelle (1863) e l’Inno a Napoleone III (1867).

 


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