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AbissiDiMatematica

" La Musica nel suo autentico ...Legame "

 

 

 

Il sistema musicale che viene adottato in Occidente, fin dai tempi della Scuola di Pitagora, (il quale afferma che esisterebbe la conferma che fra la musica e la matematica corre un solido legame) si fonda su una scala che ha come base il rapporto tra i suoni prodotti da una corda vibrante di una certa lunghezza e la stessa corda di lunghezza dimezzata, che fa ottenere un suono di frequenza doppia a parità di condizioni: le due forme di onda arrivano a fondersi perfettamente costituendo la base fisica dell’armonia musicale. Il conseguente rapporto 2:1 viene assunto come base per la scala e le note vengono distinte tramite un indice (do1 e do2, sol1 e sol2, etc).
 

Tutto questo pone comunque all’attenzione la questione di suddividere l’intervallo in parti, in modo che questo possa essere avvertito dall’udito umano e che le note siano in rapporti semplici e armonici (a livello musicale).
 

Quello che è finora noto è che l’armonia musicale è strettamente legata ai rapporti numerici che ci sono tra grandezze misurabili sullo strumento musicale (lunghezza della corda, lunghezza delle canne, etc); l’armonia tra i suoni si genera quando le grandezze in gioco hanno tra loro dei rapporti semplici, cioè frazioni con numeri interi piccoli tanto per intenderci. I valori dei singoli intervalli (ovvero il rapporto tra una nota e la successiva), i quali costituiscono la scala, vengono ottenuti sulla base di criteri stabiliti a priori.
 

L’applicazione di un sistema partitivo (rapporto costante tra due note successive) e divisivo può dar luogo ad un numero ipoteticamente infinito di scale grazie alla possibilità di cambiare sia il numero di intervalli equalizzati in cui dividere rispettando il rapporto 2:1 che la tipologia di intervalli che costituiscono la scala, generando alla fine sistemi di accordatura infiniti. Nella pratica, comunque, tale numero (per quanto ampio se lo si vede in relazione alla diversità delle culture musicali nel tempo), è decisamente limitato prima di tutto perché l’orecchio umano non è in grado di percepire le differenze di intervallo inferiori ad una certa soglia e poi anche a causa della corrente “normalizzatrice” a cui si appella la teoria musicale.
A partire dal Rinascimento ed arrivando ai giorni nostri, viene utilizzata invece la scala cromatica moderna di 12 note, separate tra loro da un intervallo di un semitono, formando la classica tastiera nota a tutti.