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 " La figura speciale del Disc Jockey "

 

Il DJ e la sua capacita' nello sviluppo musicale.

 

 

Il Disc Jockey o “DJ” e’ una figura che si occupa di intrattenere il pubblico, trasmettendo musica appositamente selezionata (in base allo stile, la serata, il gusto del pubblico). I brani vengono passati senza sosta ed utilizzando la tecnica del missaggio (dall’Inglese Mix o miscelazione), in modo che si ottenga un piacevole flusso continuo a chi ascolta.

Per poter fare fronte a questa metodica (detta anche DJing) il DJ deve avere almeno una minima conoscenza teorico-pratica di carattere musicale ed elettronico. Nel panorama attuale il Dj e’ divenuto una importante personalita’ tale da collaborare con etichette discografiche ed attivita’ imprenditoriali nel settore, presenziando a serate,tournèe.

L’attuale tecnologica e l’avvento del suono digitale (internet, pirateria discografica) ha creato anche i primi CDJ o lettori Cd capaci di mixare automaticamente i brani.

 

  • STORIA DEL DJ

La nascita primordiale della figura del Dj corrisponderebbe ai primi esperimenti radiofonici, cioe’ quando alle trasmissioni radio vennero collegati dei grammofoni ai trasmettitori. Di fatto l’inizio reale dell’attivita’ del Dj fa capo alle prime discoteche nate in Francia durante il dominio nazista. Le prime discoteques diffondevano musica jazz e blues che arrivavano dall’America, sebbene il regime ne vietasse la loro diffusione.
In tale occasione serviva un’addetto capace di selezionare dei dischi ed ecco il Dj, ribattezzato poi negli anni ’60, con il nome di DJ ( o fantino dei dischi).

 

Negli anni ’70, il film “La febbre del Sabato sera” e l’avvento della disco music, l’incremento delle discoteche, fanno acquisire al Dj una sorta di prestigio, e la fama del locale derivera’ proprio dalla sua figura e dalla sua capacita’.
Arriva la moda del “Loft” dove la discoteca e’ un luogo dell’amore ed il pubblico frequenta il locale per lasciarsi trasportare dalle melodie e dalle atmosfere create dal Dj. Fra i Dj piu famosi di quegli anni annoveriamo Dave Mancuso, Larry Levan, Kenny Carpenter(ed altri ancora…), mentre in Italia nell’anno 1975, Dj Miki del Ciak di Bologna e’ il primo nel nostro paese a fare conoscere la nuova tecnica di missaggio presa come spunto dai dj d’oltreoceano.

 

Nella meta’ degli anni ’80 poi, Carl Cox fu il primo Dj ad usare in una serata ben 3 piatti per mixare ed uno apposito per creare degli effetti speciali e remix tutti dal vivo.

 

  • SELEZIONE DEL DJ

Per selezione intendiamo la proposta musicale dei brani scelti dal Dj. Ma e’ anche una dote vera e propria nel riuscire a scegliere, come in un juke box, i migliori brani piu’ in voga del momento e riuscire cosi’ a creare una particolare atmosfera assai gradevole al pubblico, intrattendelo al meglio.
Per questa ragione per nulla trascurabile, il Dj si affida ai brani definiti tecnicamente i “riempi pista”.

 

  • MIXAGGIO E CONSOLLE

Mixare vuole dire miscelare i brani in sequenza, senza variazioni brusche di tempo, per creare un continuo flusso sonoro, per il pubblico della sala da ballo.
Per creare un mixaggio il Dj ha bisogno di una consolle o strumentazione professionale composta da 2 giradischi o 2 lettori cd per Dj con la possibilita’di effettuare un controllo sulla velocita’ del brano (pitch shifter), un mixer (a due o piu’ canali) una cuffia da studio e un microfono per fare l’animazione.
A sua volta la consolle deve essere collegata a due diffusori stereo (o casse acustiche) con un amplificatore audio. Il Dj per ascoltare la musica in uscita e mixarla si serve di un diffusore acustico detto “studio monitor”.

Con l’evoluzione digitale negli ultimi anni e’ arrivato anche il Cdj, che permette la riproduzione ed il mix di files mp3. Addirittura in alcuni modelli il Dj ha la possibilita’ di inserire il processamento del segnale con funzioni come l’echo, flanger, filter, delay, loop, che quest’ultimo consente di riprodurre all’infinito un certo spezzone di traccia (o campione). Inoltre proprio il digitale consente, di mantenere inalterata la tonalita’ del brano, indipendentemente dalla velocita’ di esecuzione e dell’effetto applicato.

 

Tecnicamente l’operazione di mixaggio consiste sull’allineare i battiti al minuto (bpm) fra due diversi brani, attraverso l’aumento o la diminuzione della velocita’ del disco gia’ in ascolto in cuffia. Cosi il Dj per riuscire a mettere a tempo i due brani, nel caso in cui vi sia una notevole differenza di bpm, opera sul piatto spingendo il disco od opponendo la velocita’ nella rotazione del disco (processo attuato nel Cdj). Interviene poi l’uso del mix proprio per livellare i volumi e le frequenze, con il risultato di un suono armonioso e la fusione perfetta o quasi, dei due brani.
Il mixer presenta il “cross-fader” ovvero un cursore orizzontale posto sulla parte inferiore del mixer, che consente di passare un segnale audio da un canale all’altro in uscita. In alcuni mixer, il fader puo’ agire anche sul segnale (curva di taglio delle frequenze) scegliendo se debba essere piu fluido, piu duro piu netto.

 

  • TURNTABLISM

Per Turntablism s’intende quando il Dj nella sua attivita’ di tipo hip hop, fa suonare il disco a mezzo giradischi e proprio il disco in vinile diventa uno strumento sonoro definito in gergo anche “scratches”.
Nel corso del tempo le tecniche sono stato affinate e sono divenute innumerevoli le manipolazioni possibili sul disco, creando effetti sonori dai piu comuni “scratch” (infinite varianti) al “backspin” (fare suonare il disco al contrario), al “beat Juggling” o drumming ( si compongono al volo le batterie). Naturalmente questa funzione manuale del Dj oggi e’ utilizzabile in automatico nel Cdj, oppure utilizzando appositi programmi sul pc.

Per effettuare le operazioni sul dischi in vinile, si rendono necessari giradischi molto solidi ed affidabili rispetto a quelli che userebbe un classico dj, in quanto l’usura e lo stress, ai quali viene sottoposto un vinile, posso portare alla distruzione del disco stesso o della puntina. Proprio per rispondere a queste innovazioni del Dj, alcune marche (come Vestax, Stanton, Shure, Ortofon, Technics ed altre) si sono specializzate nella realizzazione di strumentazioni adatte al “turntablism”, con puntine resistenti ai movimenti piu’ estremi, panni per ridurre la frizione tra piatto ed il disco.