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AbissiDiMediazione

" La Musica allevia...la sofferenza Mentale "

 

 

La Musica e’ un linguaggio che parla prima al corpo e successivamente alla mente. E’ in grado di suscitare delle intense emozioni, derivanti dall’attenzione sensoriale e motoria.

Nel 1985, uno studioso quale M.C. Schiller, asserii che la musica e’ un appropriato linguaggio utile al trattamento delle psicosi, perche’ consente al paziente di rivivere le fasi della percezione, che sono nate all’origine dell’acquisizione del linguaggio simbolico. Dunque la musica favorisce l’espressione, la commozione,, e dunque il superamento dell’isolamento sociale, ma anche un fattore accogliente (es nei locali dei supermercati), un fattore stimolante (nelle emozioni e nei vissuti).
Puo’ arrivare a determinare in un individuo un cambiamento del mondo intero.

 

  • PRINCIPIO

Secondo il modello teorico di R.O. Benenzon, il canale sonoro/musicale si basa sul concetto di identita’ sonoro/musicale (ISO), che l’autore definisce come il complesso di energie sonoro musicali, acustiche e di movimento che appartengono ad un individuo e lo caratterizzano.

Esistono poi vari tipi di ISO (Universale, Gestaltico, Culturale, Gruppale) dove l’individuo si distingue in un’attivita’ che preveda un contesto di gruppo. Ne deriva che le energie sonore di ogni movimento del gruppo si adattano reciprocamente, si intrecciano fra di loro, per dare vita ad un’identita’ creativa, propria del gruppo.

 

  • PROGETTO

Il progetto, qui esposto’ e’ stato rivolto a pazienti affetti da disturbi psichici, nell’ambito della "ASL 3 Genovese" - Centro di Salute Mentale (via Peschiera 10).

Lo scopo prefisso e’quello di utilizzare, all’interno di una dimensione di gruppo, la “Musica” come stimolo di “Mediazione”, per instaurare una relazione preferenziale con e tra le persone partecipanti per:

1. Facilitare l’ingresso dei partecipanti al gruppo in una dimensione di ascolto e di valutazione dei sentimenti evocati.
2. Fare emergere all’interno del gruppo degli elementi di relazione, di affetto e di emotivita’
3. Rendere meno rigide le difese e dare vita ad un ponte comunicativo fra la realta’ ed il mondo irreale, in cui il paziente e’ isolato o ne cerca il rifugio.
4. Coadiuvare il trattamento medico e psicologico del disturbo fisico o mentale.

Questa sperimentazione di gruppo viene denominata “Il Suono e L’Anima”.

 

  • LE SEDUTE

Nel corso delle sedute, la Musica, quale mediatore della relazione, veniva fatta ascoltare attraverso brani o estratti musicali. La scelta die brani veniva fatta secondo diverse componenti:
-tonalita’ affettiva prevalente
-finalita’ della seduta
-valenze simboliche evocative

Le sedute previste, 12 in totale, sono state divise in 3 cicli da 4 con il seguente criterio:

-4 sedute con Prevalenza della componente “Ritmica
-4 sedute con componente “Melodica
-4 sedute con cmponente “Armonica

 

Tutto questo al fine di realizzare un percorso che, partendo dal ritmo(o dimensione corporea) si arrivi alla melodia (espressione di se’) e conseguentemente all’armonia (consapevolezza del gruppo):

1- RITMO -Accoglienza –Variazioni ritmiche –Contatto ritmico – Improvvisazione (ritmo personale)

2- MELODIA -Improvvisazione(facciamo il temporale) –Risveglio –Improvvisazione (affermarsi)
-Viaggio

3- ARMONIA –Crisi –Condivisione –Gruppalita’ (Improvvisazione e Riascolto) – Coralita’

 

  •  REPERTORIO

-D. Benoit – If I Can believe
-Indaco – Il Volo del Gabbiano
-Norah Jones – Don’t’Know Why
-Mozart – Variazioni in Do
-Elgar – Concerto per Cello In E Min-Adagio
-Acdc – Hard As A Rock
-Jacques Offenbach – Barcarole
-Guelm Et Zaka – Le Foret Vierge
-Prokofiev – Pierino E Il Lupo 1. parte
-Dan Gibson – Temporale
-J.S.Bach- Aria Sulla Quarta Corda
-J.S.Bach – Aria Sulla Quarta Corda (Versione Jazz: Jacques Loussier)
-E.Grieg – Simphonic Dances Op.62 n.3
-E.Grieg – Il Mattino
-J.S.Bach – Concerti Brandeburghesi in FA (Allegro)
-B.Gambetta/Aonzo – Ma Se Ghe Pensu
-Gruppo Mandila – I Trata Mas I Kurelu
-E.Morricone – La Leggenda del Pianista sull’Oceano
-E.Morricone – La Crisi (La Leggenda del Pianista sull’Oceano)
-A. Schonberg-Mash – Serenade Op.24
-London Community Gospel- Somebody’s Calling My Name
-J.Dorelli – Una Formica E’ Solo Una Formica (Aggiungi Un Posto A tavola)
-Paci – Cannone
-L.V. Beethoven – Violen Romanten Op. 50
-King Singers- Lullaby
-King Singers – Blackbird

 

  • STRUMENTI

- Tamburello –Congas –Tubo della pioggia –Sonagli – Marakas –Piattini – Bottiglia di plastica di ghiaia –Bottiglia di plastica con semi –Carta di giornale –Sacchetti di nailon –Jembè –Sanzas –Citara –Registratore/lettore Cd e musicassette preselezionate dai conduttori

Nell’Improvvisazione gli strumenti venivano posti al centro del cerchio e scelti liberamente dai pazienti.

 

  • ANALISI

Al termine di tale mediazione musicalle, si e’ riscontrato un’alleanza fra i pazienti di eta’ simile, ma senza alcun ostacolo verso quelli piu giovani e i piu’ anziani del gruppo.
Alcuni di loro si sono resi molto attivi in titte le sedute, altri hanno avuto bisogno di tempo, ed altri ancora non sono mai riusciti ad entrare pienamente nella dimensione del gruppo.

Sono state osservate le seguenti differenze espressive:

1.- Pazienti con linguaggio verbale che solitamente sono pacati, remissivi, nelle sedute con l’uso degli strumenti, hanno manifestato delle escursioni di forte intensita’
2.- Pazienti molto loquaci ed irruenti, che invadendo lo spazio altrui nelle verbalizzazioni, durante le sedute usavano lo strumento in armonia col gruppo, migliorando nelle sedute successive il comportamento con gli altri.

 

  • CONCLUSIONI

Considerato il breve periodo sperimentato di mediazione musicale (12 incontri) nei pazienti e’ cresciuta la consapevolezza del “Gruppo”, percepito come uno spazio contenitore delle loro espressioni, delle loro emozioni, dei frammenti di vita di storie personali, della possibilita’ di “condividere” tutto questo, in un clina di ascolto e di fiducia.

A livello strettamente personale, ogni singolo partecipante ha maturato una maggiore comprensione di se stesso, una possibilita’ nell’utilizzare i canali espressivi alternativi, riducendo la difficolota’ a stare con gli altri (Isolamento).

Tutti i partecipanti hanno comunicato il dispiacere per la conclusione dell’esperienza affrontata, e l’ intenzione di ripeterla.

Gli obiettivi preposti quali quelli relazionali, espressivi, comunicativi, sono stati per lo piu’ raggiunti.
Dal centro saranno riproposte altre sedute di gruppo integrando dei neo partecipanti.


 


 “LaFavolaBlu ringrazia il Collegio IPASVI di Genova

per la pubblicazione del trattato ad opera di:

"Giuseppe D’Erba e Raul Quinzi"

pubblicato sul periodico:

Infermiere Progetto” anno 2005 n.4/anno2006 n.1